Io ci sarò

IN PRIMA PERSONA. A Verona c’è odore di Vinitaly, manca poco ormai, io ci sarò. Ricordatevi del Sol, dove racconterò gli oli della maremma Grossetana, quelli Seggiano Dop, come pure gli extra vergini sardi di Oristano, gli oli Dop Riviera Ligure, i siciliani di Enna e del premio Morgantìnon, e perfino gli oli corsi. E non dimenticate inoltre di passare preso gli spazi del Consorzio Garda Dop, dove c’è tanta gioia per l’attesa prima edizione del concorso unico – attualmente in corso d’opera – L’Oro del Benaco, e altro, molto altro ancora.

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Orgoglio

IN PRIMA PERSONA. Sono orgogliosissimo della mia famiglia. Ho genitori splendidi, seri, leali. Fratelli altrettanto limpidi, puri, generosi. Comprendo sempre più che i valori che si respirano e si vivono in famiglia sono quelli che ti forgiano. Le virtù morali di una persona, di conseguenza, rispecchiano l’ambiente di provenienza. Se l’ambiente è sano, i rischi che venga fuori una mela marcia si riducono sensibilmente

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E’ Pasqua per tutti

IN PRIMA PERSONA. Avete notato che quest’anno ci sono tanti auguri di Pasqua, mentre un tempo, essendo una festa segnatamente religiosa, si evitavano di farli per non urtare la suscettibilità dei laicisti, o, peggio, degli atei. Evidentemente in tempi di crisi non si prova vergogna a esprimere la propria religiosità, che sia profonda o superficiale poco importa, ma la si comunica senza timori o riserve, non ci si sottrae dal formulare gli auguri, e si dice a tutti “buona Pasqua”, perché e’ giusto che sia così. Buona Pasqua a tutti, dunque, anche ai non credenti

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Campane a morto

IN PRIMA PERSONA. Ieri ho visitato due chiese in Toscana, vista la circostanza liturgica della Passione di Cristo. In una di queste, nel piazzale antistante, ho incontrato due signore che parlavano tra loro. Una diceva all’altra, preoccupata e incuriosita: “sono venuta in chiesa per capire chi fosse morto, le campane suonavano a morto, alle 15”. Già, chi sarà morto? E la signora che era con lei: “ma Nostro Signore e’ morto, nessun altro e’ morto in paese”. Storie di vita quotidiana

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Troie in Parlamento, Battiato dixit

IN PRIMA PERSONA. Quando Battiato afferma che il Parlamento è popolato da troie non ne fa a mio parere una questione sessista, e neppure a sfondo sessuale. “Troie” sono tutti coloro – maschi, femmine, o appartenenti al gruppo misto – che sono tali dentro, nel profondo dell’animo. Ovviamente in Parlamento ci sono anche figure nobili, non so in che percentuale, forse una minoranza, ma le troie anelanti al potere certo che ci sono. D’altra parte, se il Parlamento non fosse popolato da troie, ci sarebbe per contro un’altra Italia, decisamente migliore

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Il silenzio è omertà

IN PRIMA PERSONA. Un atto intimidatorio ai danni di una donna brava e capace che subisce da almeno dieci anni azioni di mobbing e che si occupa di agricoltura. Si tratta di Laura La Torre, direttore generale per il riconoscimento degli organismi di controllo e certificazione presso l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari. Lavora in seno al Ministero delle Politiche agricole ed è così brava da essere continuamente ostacolata, fino all’atto intimidatorio che ha subito lo scorso 14 febbraio e passato sotto silenzio. Nessuno infatti ha parlato dell’episodio, nessuno ne scrive, e chi lo fa minimizza, sostenendo sia stato solo un incidente, un corto circuito, ma non è così. Questa è l’Italia del silenzio omertoso che tace perché nulla cambi. Io non posso far passare questa notizia nell’indifferenza generale Continua a leggere

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E se si nominassero senatori a vita i veri saggi?

IN PRIMA PERSONA. Leggo su facebook tante forme di protesta, l’ultima delle quali mi ha colpito, con l’invito ad “abolire” i senatori a vita. Ebbene, non concordo. Occorre senz’altro evitare di nominare senatori a vita personaggi che hanno accumulato danaro e potere, coloro i quali, pur brave persone (si spera) hanno avuto troppo dalla vita (meritatamente o no). Andrebbero invece nominati senatori a vita i “veri saggi”, i quali invece non hanno saputo arricchirsi, ma hanno loro arricchito la gente con pensieri e opere. Così, anziché disconoscere e umiliare alcuni grandi scrittori – faccio un esempio, ma vale per tutte le professioni – sarebbe utile portarli, insieme con la loro saggezza, in Senato, a fare i veri senatori, da veri grandi saggi. Ma è un auspicio impossibile in un Paese corrotto e malato come l’Italia.

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La prevaricazione quale istinto alla sopravvivenza?

IN PRIMA PERSONA. E’ divertente il ritiro dei bagagli in aereoporto. Tutti cercano di prevaricare, prima avvicinandosi, poi allungando il corpo per verificare l’atteso arrivo sul nastro, poi scalzandoti, così da farti ripiegare in seconda fila, poi infine riuscendo a portare nella mischia anche altri componenti del gruppo. Ciò che più diverte è l’atto fisico dello sporgersi, forse anche gesto spontaneo e non malizioso, nell”inconsapevolezza che in tal modo gli altri, non riuscendo a vedere, si sporgeranno a loro volta. Non so se ci sia più frenesia nel ritiro bagagli o nei buffet in cui si dispensa cibo gratis. Alla fine, diventa una questione di istinto primordiale. E’ un’aspirazione alla sopravvivenza della specie: si fa di tutto per accaparrare lo spazio. La civiltà non è mai un traguardo che si può dare per acquisito.

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Ricordando il dramma delle Foibe

IN PRIMA PERSONA. Se penso alle foibe, alla barbarie che vi è stata, ritengo che la barbarie maggiore sia l’averle negate per decenni, senza che nessuno tra i negazionisti si sia mai posto un problema reale di coscienza. Per questo mi viene spontaneo mettere sullo stesso piano chi è responsabile delle tante morti, per averle materialmente provocate, e chi invece lo è per aver taciuto. Sono criminali entrambi, entrambi assassini; e di questi assassini indiretti abbiamo pure nome e cognome, con tanto di prove

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Comunicare l’olio con le emozioni

Mondo agricolo numero 12 del 2012Nel mese di dicembre è apparso un ampio servizio di Luigi Caricato sul mensile di Confagricoltura, “Mondo Agricolo”. Il tema: l’olio, evidentemente. Ciò che emerge, è il richiamo sin dal titolo alle emozioni. Occorre abituarsi all’idea che l’olio sia una materia prima che deve suscitare appunto tante emozioni. Non è solo pura merce. “Per uscire dallo stato di quiescenza attuale – si legge nell’articolo – è necessario inventare nuovi modi e nuovi contenuti per raccontare l’olio e le pratiche colturali e operative che portano al passaggio dalle olive all’olio e dall’olio fino alla sua applicazione pratica in cucina. Tutto cambia, e anche in fretta oggi, di conseguenza non ci si può più fermare alla solita comunicazione utilizzata peraltro in maniera esasperante, e oltretutto senza alcuna efficacia sul consumatore”.

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