L’Italia del futuro

IN PRIMA PERSONA. Bene, ora che abbiamo confermato Napolitano alla Presidenza della Repubblica, io opterei per la seguente squadra di governo: Ciriaco De Mita, Arnaldo Forlani, Cirino Pomicino, Marco Pannella, Achille Occhetto, Emanuele Macaluso, Antonio Bassolino, Giorgio La Malfa, Giorgio Benvenuto, e perché no, Franco Marini. Questi alcuni nomi, le teste di serie. Per un’Italia che guarda al futuro, appare la scelta più sensata.

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Storielle a Km 0

IN PRIMA PERSONA: Grande successo: 21 milioni di italiani scelgono la spesa a km 0. Fonte Coldiretti, s’intende. Roba da metterci entrambe le mani sul fuoco. Proprio come Muzio Scevola. Si, perche’ se lo dice Coldiretti e’ parola di Dio e non si discute. E’ verità di fede. Così, se ogni italiano che fa la spesa a km 0 include una media di almeno tre persone che si nutrono di cibo locale, possiamo alla fine concludere che quasi l’intera popolazione si nutre a base di cibi a Km 0. Forse e’ proprio per questo che stanno chiudendo tutti i punti vendita della Gdo? O sono ancora aperti? Oh, Coldiretti, mia cara e amata Coldiretti, grazie di esistere.

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Crudeltà scellerata

IN PRIMA PERSONA. Gli uomini non sono bestie. Sono malvagi e basta. Le bestie ammazzano per la sopravvivenza, mentre gli uomini sono capaci di una crudeltà scellerata, al punto da pianficare attentati assurdi come a Boston, così come altrove. Sembra non esserci alcuna soluzione al male.

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Oli autoctoni

IN PRIMA PERSONA. Sia il ristoratore, sia il cuoco, non potranno ignorare, nella cucina del territorio che presentano con orgoglio nei propri menu, anche gli oli autoctoni. Ampia libertà nel ricorrere a oli di ogni angolo del mondo, ma senza mai rinunciare agli oli della propria terra, tanto più se la cucina si ispira al territorio.

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Il potere e le idee utopiche

IN PRIMA PERSONA. Per vostro arricchimento, segnalo, dal colophon di Giornalettismo, un pensiero davvero avvincente di Giuseppe Ugo Rescigno, giurista ed esperto di diritto pubblico: “Il potere non ha alcun timore di quelli che propongono idee utopiche e alternative, perché sa bene che queste verranno smontate all’atto pratico con poca fatica. No, il Potere (con la p maiuscola) ha invece paura di tutte quelle critiche razionali e motivate, che sono basate su un’analisi corretta della realtà. Perché sono quelle, le più ficcanti”.

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L’Apocalisse è un lieto fine

IN PRIMA PERSONA. Ho sempre apprezzato il regista Ermanno Olmi, in questi giorni sto leggendo un libro che mi sono omaggiato: L’Apocalisse è un lieto fine. Storie della mia vita e del nostro futuro. E’ un libro che si legge con grande trasporto, edito da Rizzoli. Interessante la chiave di lettura da cui è partito Olmi: “ho deciso di raccontarmi attraverso gli altri”. Ed è condivisibilissimo quando scrive che gli altri sono “persone a cui ho voluto bene e ancora ne voglio; quelle a cui sono grato e che ricordo con gioia. Trascuro invece chi mi ha ingannato o persino derubato”. Quanta verità. Vi consiglio di leggere il libro, la scrittura scorre lieve pur con pensieri profondi e arricchenti.

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Olio. Un tesoro sconosciuto

Corriere 7 aprileSul “Corriere della Sera” di domenica 7 aprile 2013 un ricco inserto di 36 pagine dal titolo “Forza liquida”, dedicato espressamente al vino, ma con due pagine in cui a campeggiare è l’olio da olive. L’articolo di apertura, su due pagine, la 32 e 33, è a firma dell’oleologo e scrittore Luigi Caricato. Il richiamo della pagina d’apertura: “Il paradosso”, quindi, a seguire, l’occhiello: “I consumi non deludono le attese, eppure in Italia si lavora quasi in perdita”. Il titolo, alquanto suggestivo: “Olio. Un tesoro sconosciuto”. Il sommarietto: “La qualità è ai vertici ma crolla il guadagno”. Tre i richiami nelle due pagine. Il primo: “A fronte di un fatturato complessivo di circa 1,7 miliardi di euro, il risultato netto è stato pari a circa 15 milioni”. Il secondo richiamo: “L’impegno per il futuro è di far comprendere l’ampia versatilità d’impiego degli extravergini. Non è facile, ci vuole tempo e dedizione”. Infine, il terzo richiamo: “Se il consumatore non si assume la responsabilità di una scelta etica al momento dell’acquisto, crolla il sistema” Continua a leggere

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I nani etici

IN PRIMA PERSONA. Lasciando da parte le stupidaggini che coltivano coloro che fanno politica – per cui se si sta da un parte occorre essere necessariamente contro l’altra, tanto che la buona educazione e il rispetto vengono messi costantemente da parte, pur di obbedire al proprio credo ideologico – ritengo al di là di tutto siano volgarmente infamanti le ingiurie rivolte con tenace insistenza nei confronti di Renato Brunetta, alludendo alla sua statura, offendendolo in maniera deliberata. E’ vomitevole tale barbarie da esseri primitivi che ignorano il senso della civiltà. Si può essere duri contro le idee degli altri, ma ciò non giustifica l’attacco alla persona partendo da un limite fisico. Di conseguenza, tutti coloro che offendono in maniera indegna si qualificano nel contempo per ciò che realmente sono: nani sul piano etico.

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Contro gli oli spagnoli per pura ignoranza

IN PRIMA PERSONA. Nella prima giornata di Sol&Agrifood c’è stato un signore di una certa età che blaterava al microfono contro gli oli spagnoli, dicendone peste e corna. Lo ha fatto in qualità presidente di una associazione che raggruppa produttori italiani, non soltanto d’olio. Non lo cito in questo post perché non ho ho alcuna stima nei suoi confronti. Ciò che mi infastidisce è che vi siano in giro persone che per esaltare la bravura degli italiani debbano ad ogni costo denigrare altri produttori colpevoli di non essere italiani. Quanti ignoranti vagano in giro pronti a far danno. Che desolante scenario. Mi chiedo come facciano tali persone a trovare il coraggio di pronunciare affermazioni così insulse e deliranti

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L’olio dal sentore di sandalo sudato

IN PRIMA PERSONA. Quando si arriverà a leggere la descrizione di un olio dal sentore di sandalo sudato, allora si, si può pensare di istituire anche un premio al miglior naso oleario fuori di senno dell’anno. Da ciò che leggo su qualche guida, oltre che su qualche rivista un po’ arlecchina, sembra che siamo gia’ sulla buona strada. Dio, salvaci tu.

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