L’orgoglio per il male

IN PRIMA PERSONA. Avete presente quei pessimi soggetti senza alcuna dignità che vivono al solo scopo di creare danni al prossimo e portare solo distruzione? Sono la prova evidente che il male alberga effettivamente nel cuore dell’uomo, ed è anzi così ben radicato il male in costoro da non riuscire a far altro che manifestare tutto l’orgoglio per il male di cui sono portatori. Nulla potrà portare queste anime dedite al male verso l’amore. Chi nasce covando odio, morirà coltivando il male, rendendolo anche più perverso nelle sue rappresentazioni. Forse nemmeno la preghiera potrà salvare le anime che si compiacciono del male. Riflessione delle ore 16.22, mi attende fra poco più di mezz’ora un buon tè ristoratore.

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La maldicenza

IN PRIMA PERSONA. “Un cristiano prima di parlare deve mordersi la lingua”, così Papa Francesco, oggi. Ed è proprio vero. La maldicenza è un male ancor più devastante perché agisce di nascosto, puntando a screditare le persone che ne sono vittime. Mi piace sempre più il nuovo Pontefice. Ogni volta apre le coscienze alla riflessione. Sono anche fortemente convinto che le persone che credono alle maldicenze abbiano comunque la stessa responsabilità di chi calunnia e diffama. Sono della stessa pasta, sia il calunniatore, sia chi crede alla maldicenza e la diffonde o, comunque, prende in parola il calunniatore.

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Il coraggio di leggere libri su misura non è una scelta praticata da tutti

IN PRIMA PERSONA. Ci sono libri capaci di emozionarti, e perfino di sconvolgerti, scombussolando ogni acquisizione precedente, smontando giudizi dati per definitivi. Non si comprende come mai gli italiani preferiscano non leggere o, addirittura, leggendo, tendano a cedere volentieri alla pigrizia intellettuale, optando comunque per un profilo basso, limitando il proprio raggio d’azione solo ai libri in vetta alle classifiche di vendita, letti da una moltitudine.

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Libero Olio in libero Stato

Copertina Libero Olio in Libero StatoLuigi Caricato, Libero olio in libero Stato, Zona Franca, Lucca, 2013; pp. 53, euro 15,00

Ormai l’olio da olive è di moda. C’è olio per tutti, senza distinzione di popolo, religione o appartenenza ideologica o di classe. Ricchi e poveri possono far ricorso agli oli di oliva senza incontrare alcun limite, nemmeno di natura economica. La disponibilità dell’olio extra vergine di oliva a prezzi accessibili è solo una conquista recente. Tutti i produttori d’olio hanno però diritto a una equa remunerazione, senza essere sfruttati da avidi speculatori. E’ possibile allora conciliare l’idea di un olio democratico, disponibile per tutti, con il diritto dei lavoratori a vivere senza l’angoscia di non quadrare i conti? Con un mercato globalizzato che estende i consumi ad ogni angolo del Mondo ciò che appariva un tempo impossibile è realizzabile, con grande beneficio dei consumatori. Libero olio in libero Stato non è un semplice libro, ma un duro e severo pamphlet. Da una parte emergono i toni bonari e accomodanti, molto cari all’autore, dall’altra i tanti spunti polemici con veri atti d’accusa, senza fare sconti a nessuno.

Dalla prefazione dell’antropologa e scrittrice Daniela Marcheschi

Ambasciatore del nostro olio nel mondo, Caricato ha avuto il merito di stimolare una riflessione interdisciplinare intorno all’agricoltura e di coinvolgere voci professionalmente diverse, per sostituire schemi concettuali e operativi stantii. Non a caso Giuseppe Pontiggia amava chiamarlo «il Papa dell’olio», per la sua attività di esperto e studioso, autore di diversi volumi dedicati all’olio extra vergine di oliva.

Dalla prefazione dello chef Gualtiero Marchesi

Luigi Caricato precisa che l’olio di oliva dovrebbe, e a ragione, mutare preposizione in da oliva. Una correzione semplicissima che ristabilisce la differenza rispetto ad altri oli. Dalla differenza, sinonimo di conoscenza, nasce, nei buoni intenzionati, il senso del rispetto. Ma l’autore fa di più e ci ricorda che lo spagnolo aceite deriva da una voce araba che sta per succo di olive. Bello, no?

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Il bacio della mano

IN PRIMA PERSONA. Oggi mi è accaduta una cosa strana. Per la prima volta nella mia vita mi hanno baciato la mano. E’ stata una donna. Di novant’anni. E’ la mia vicina di casa dove tuttora abita la mia famiglia, nel Salento. Ha seguito passo passo la mia vita, anche quando ero nel pancione di mia madre. Mi ha visto crescere, poi la lunga lontananza, sin da quando, dal 1984, vivo a Milano. Sono andato a trovarla, per un saluto. Mi ha baciato la mano destra come la si bacia ai vescovi. Con amore. Con amore filiale, e forse come gesto d’un amore profondamente devoto, avvolto da uno spirito religioso, perfino mistico. Non ho provato alcun imbarazzo, ma sono stato attraversato da un senso di piena e totale serenità

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Il tempo scorre

IN PRIMA PERSONA. Sta per abbandonarci il mese di luglio, è un dato di fatto: lo scorrerre del tempo lascia sempre un po’ di malinconia, però l’arrivo del nuovo mese è sempre una festa, almeno per me. Il problema, semmai, è che trascorrendo gli anni si invecchia, e questo è un bel problema, perché non tutti se ne rendono conto in tempo. Cosi si perde la piena consapevolezza dello scorrere degli anni, con ciò che comporta. Le più belle riflessioni sul tema le ho lette a partire da alcuni libri di padre Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose. Meditare sul tempo che fugge quando si è giovani aiuta a non pentirsi poi di non essersi confrontati su temi così centrali. Avere consapevolezza aiuta a vivere meglio, a vivere un tempo di qualità, un tempo onesto, senza piegarsi all’insensatezza di alcune scelte superficiali, o perfino stupide

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Sogno a Km 0

IN PRIMA PERSONA. Questa notte mi è apparso in sogno il presidente di Coldiretti Sergio Marini, che mi ha detto: “Tranquillo, l’Italia ripartirà. A km 0”.

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Invasioni

IN PRIMA PERSONA. Che magnifica invasione di luce, al mattino. Oggi, che è domenica, i rumori provenienti dalla strada sono più rari. Anche Milano rallenta i ritmi. Così, per restare in tema, rileggo le Invasioni di Antonio Porta, uno dei suoi libri più belli, da leggere e gustare almeno una volta all’anno.

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Il dolce far niente

IN PRIMA PERSONA. Il dolce far niente. Che delizia. Non potete immaginare quanto sia bello starsene a poltrire. Solo chi lavora 20 ore al giorno ininterrottamente, per mesi e mesi, può apprezzare il dolce far niente. Il resto dell’umanità, quella che vanta diritti senza curarsi dei doveri, i fannulloni patentati, per lo più si annoiano, si annoiano da morire perché non danno valore al proprio tempo, nemmeno al tempo libero.

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Parole contundenti

IN PRIMA PERSONA. Ebbene sì, oggi vi allieto citando Gianfranco Vissani. Volete sapere il mio pensiero sul personaggio? Mi limito a una riflessione: il vocabolario della lingua italiana è ricco di aggettivi atti a offendere. Alcune parole sono più contundenti di oggetti che solo a vederli mettono paura. Cosa è accaduto oggi? Sulle pagine del “Corriere della Sera” si legge, nel titolo di un articolo, un invito alquanto perentorio: Vissani torna al pane e provoca: “Chef fuori dalle tv”. Il virgolettato è d’obbligo, a scanso di equivoci. Sono dichiarazioni di Vissani Gianfranco, professione chef: “I cuochi si fanno guidare dal marketing e dalle leggi della tv. Non sanno neanche parlare, non conoscono la materia prima”. Vissani è anche questo. Possiamo dire che ha il pubblico di seguaci che si merita.

 

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