LIBRI
Autori vari, a cura di Antonio Ricci, L'Olivo e l'Olio
nelle Marche, con testi di Barbara Alfei, Luigi Caricato,
Giorgio Pannelli, Antonio Ricci, Maurizio Servili, Ugo Testa, Publio
Viola; Bolis Edizioni; Bergamo, novembre 2002; pp. 190, € 40,00
La diffusa presenza dell'olivo nelle
campagne marchigiane, testimonia l'importanza che questa pianta
ha avuto nell'economia rurale del territorio già dai secoli
scorsi. Il volume restituisce il valore storico di tale presenza,
proiettandola nel più ampio contesto europeo di inizio millennio.
(da una nota di copertina)
Luigi Caricato, I segni dell'olivo e dell'olio in terra
marchigiana, in L'Olivo e l'Olio nelle Marche;
pp. 14-33.
La coltivazione dell'olivo nelle Marche vanta una tradizione fortemente
radicata nei secoli, già in epoca romana il Piceno, per la
bontà dei suoi oli, era ritenuto prestigiosa zona oliandola.
Caduto l'Impero Romano, l'olio "de la Marchia" restò
famoso grazie all'attività delle comunità di monaci
e ben presto venne valutato, nelle principali piazze del mondo, a
prezzi più alti rispetto ai concorrenti da altre regioni. I
pellegrinaggi, un indiretto ma un importante veicolo di promozione,
e una legislazione pensata a vantaggio dell'olivicoltura contribuirono,
infine, al conseguimento di ulteriore affermazione commerciale. Seguirono
poi alterne vicende ma sin dagli anni Novanta è giunto il momento
del grande rilancio.
(dalla nota d’apertura del capitolo)
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