Juvenilia

Nulla dies sine linea
Rivista di poesia e percorsi letterari

Fondata e diretta da Luigi Caricato, “Juvenilia” ha fatto il suo pubblico esordio nel febbraio 1988 con il valido sostegno del medievalista Pietro Conte.

Tra le varie firme che hanno contribuito a creare la “storia” di questa lucida testimonianza di poesia contemporanea, vi compaiono tra l’altro autori come Giampiero Neri, Maurizio Cucchi, Giovanni Giudici, Roberto Mussapi, Carlo Villa, Enzo Di Mauro, Giorgio Soavi, Pedro Casariego Cordoba, Vivian Lamarque, Fortunato Pasqualino, Elvira Battaini, Donatella Bisutti, Augusta Naibo, Luciano Erba, Franco Buffoni, Gualberto Gualerni, Elio Fiore, Henri Brugmans, David Maria Turoldo, Domenico Cara, Angelo Lorenzo Crespi

Il numero conclusivo di questo percorso letterario risale al maggio 1996, con il numero diciassette della serie.

Oltre alla pubblicazione di testi inediti di poesia, la redazione di “Juvenilia” ha organizzato, con la regia di Luigi Caricato, una serie di incontri e di eventi culturali presso l’Università Cattolica e alcuni dei più significativi centri, salotti e caffè letterari di Milano.

Di grande interesse, infine, la pubblicazione degli Atti del Convegno “Poesia Anni Novanta: orizzonti e prospettive” (Edizioni Isu-Università Cattolica, Milano 1990).

«La nascita di “Juvenilia” in Università Cattolica può significare o sottolineare l’ideale volontà di ricongiungere o affiancare una tradizione che anche in anni più recenti abbiamo visto lì manifestarsi. Si pensi anche soltanto a delle presenze poetiche, come il primo e più rigoroso David Maria Turoldo, sostenuto, molto puntualmente, da Giuseppe Ungaretti. Oppure, per venire ad oggi, alla prestigiosissima presenza di Luciano Erba, che sappiamo essere fra i maggiori poeti italiani e, sicuramente, un esponente di spicco di quell’ipotesi di Linea Lombarda.

Quindi “Juvenilia” è una rivista che non nasce dal nulla, ma in una atmosfera ch’è stata respirata, ch’è stata decantata, di cui non sappiamo esattamente i risvolti ma vediamo qui i risultati.

Con “Juvenilia” ho l’impressione che si stia saldando una sorta di alleanza, non dichiarata ma forse esistente, fra alcune opere di restaurazione formale della poesia contemporanea e un certo sostegno del mondo accademico, ch’è portato a sottolineare in qualche maniera un ritorno alla tradizione.

Mi sembra che una rivista così snella, così giovane, stilisticamente io direi anche così libera, si ponga, all’interno del mondo universitario e letterario, come un sano polo dialettico rispetto alla struttura accademica».

Guido Oldani

(da una nota pubblicata su “Juvenilia”, n. 5 del maggio 1989, tratta da un intervento presso il Cafè letterario Portnoy del 13 marzo 1989)

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