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Luigi Caricato, Il Garda oliandolo,
Turri; Cavaion Veronese, marzo 2004; pp. 50, edizione fuori commercio.
L’olivo nel paesaggio del Garda
non è un’invenzione artificiosa, o un’espressione
di maniera tale da ritenersi puramente finalizzata al solo ambito
decorativo.
Non ha valenza di pianta ornamentale, nonostante i centri urbani
intorno alla cintura del lago si presentino carichi di magnificenza,
proprio perché corredati dai molti olivi piantumati in ogni
dove.
Qui l’albero più caro agli Dei viene invece considerato
importante sopratutto sul piano agronomico e produttivo.
Quanti ne curano con solerzia e competenza la coltivazione, avvertono
la pratica olivicola come una realtà vera e profonda, pulsante
di concretezza; costituisce infatti, per le tante famiglie di olivicoltori
del circondario, il tangibile segno di un’appartenenza. Per
loro è il simbolo evidente di un territorio ad alta vocazione,
supportato da un’antica e consolidata consuetudine che si
è fedelmente radicata e imposta nell’immaginario collettivo.
Qui, a ben vedere, ci sono oliandoli che sono riusciti a rendere
altamente ricercati i propri extra vergini.
Lo hanno fatto con professionalità indiscussa, non certo
fondandosi sulla esclusiva spinta del pur favorevole e qualificato
flusso turistico, ma per una evidente capacità e competenza
acquisite con impeccabile maestria nel tempo.
Giungere ai livelli attuali non è stato facile.
Ripercorrendo la storia dell’olio gardesano, le testimonianze
raccolte si scoprono a volte contrastanti. Sono emblematiche di
un lungo percorso, fatto di fatiche e sudore, orientato verso il
costante e operoso conseguimento di una qualità eccelsa.
Il territorio, lo si è visto nello scorrere dei secoli, è
in grado di offrire le necessarie prerogative per ottenere –
da un microclima ideale, da terreni favorevoli alla coltura, da
varietà autoctone e di gran pregio – un prodotto di
rara finezza e bontà, un extra vergine, insomma, come oggi
lo si desidera: ovvero, buono al gusto e al profumo, affinché
si soddisfino le pur doverose attese edonistiche; ma nel medesimo
tempo anche sano e genuino, piacevolmente salubre, proprio perché
non venga mai meno la necessità di mantenersi in forma e
in armonia con se stessi attraverso una dieta corretta ed equilibrata
sul piano nutrizionale.
E’ con questa intenzione, dunque, che per avvicinare il consumatore
al prodotto olio extra vergine di oliva nella sua tipicità
di riferimento, ci siamo mossi attraverso la presentazione e la
diretta conoscenza del territorio nel quale lo si produce.
Abbiamo pensato di procedere attraverso cinque distinti movimenti;
così che alla fine di questo ideale viaggio alla ricerca
delle tracce dell’olivo e dell’olio in area gardesana,
il lettore potrà compiutamente acquisire una maggiore consapevolezza,
utile sia nell’individuare gli autentici canoni che costituiscono
l’effettivo conseguimento di una indiscussa qualità
– di tipo sensoriale, chimico-fisica, salutistica e nutrizionale
– sia nel proposito di conoscere compiutamente, e apprezzare
al meglio, la specificità di un extra vergine che più
di altri manifesta una forte impronta di tipicità legata
al territorio di produzione.
(dalla Premessa)
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