Olio Officina Festival 2016

cartolina orizzontale oof16La grande novità è nel nome. Dalla quinta edizione, in programma come sempre a Milano, si chiamerà Olio Officina Festival. Senza più la parola food. Ho voluto concentrarmi meno su una parola abusata, il food, e polarizzare le attenzioni sul riferimento all’olio e al festival. Anche il logo è stato rinnovato: più snello, senza l’oliva e la goccia d’olio. Credo che il cambiamento sia sempre un passo necessario. Tant’è che con l’edizione 2016 Olio Officina Festival, avrà al suo interno anche un altro evento, interamente dedicato ai libri inerenti l’alimentazione, l’agricoltura e l’ambiente: OOF LIBRI Pagine di Gusto. Resta sempre il solito sottotitolo del festival: Condimenti per il palato & per la mente.

Il tema della quinta edizione di Olio Officina Festival 2016 è AVANGUARDIA > l’olio del futuro. Ho voluto la parola avanguardia quale riferimento letterario prima ancora che letterale. Avanguardia, così come veniva intesa dai movimenti artistici e letterari del Novecento, capaci di esprimere nelle loro opere audacia, apportando così innovazione, e individuando e creando sempre nuove tendenze, giocando in ogni caso anticipo sulle tendenze di gusto e sulle conoscenze.

Tutta l’attenzione è sull’olio del futuro e non invece sul futuro dell’olio. L’idea è di stravolgere il linguaggio cui siamo abituati, facendo mutare così, a ciascuno, la propria personale visione dell’olio, apportando pertanto innovazioni, e, in particolare creando nuove interpretazioni, determinando per certi versi un elemento di rottura con il passato, senza tuttavia rinnegarlo. Ciò che conta è rompere gli schemi, aprire nuove porte.
Essere all’avanguardia ritengo sia fondamentale, oggi, soprattutto in un mondo come quello dell’olio che appare ancora chiuso e in diversi casi perfino immobile, incapace di guardare avanti. Essere all’avanguardia è anche un modo per poter essere davanti a tutti, prima di tutti, assumendo anche una funzione di guida. La tradizione vive di futuro. Se pensiamo che salvaguardare la tradizione significa restare immobili è profondamente sbagliato.

L’immagine dei quattro bicchieri è l’immagine portante del festival. Come ogni anno, abbiamo infatti una immagine di riferimento, una illustrazione che viene trasmessa e rilanciata su ogni mezzo di comunicazione, oltre a essere stampata in forma di cartolina e diffusa ovunque. Sono tante però le immagini, che di volta in volta vengono presentate sui social e altrove. Quella simbolo di quest’anno è stata realizzata da Valerio Marini e mette in evidenza, con chiare allusioni ad Andy Warhol, il bicchiere ufficiale dell’assaggio dell’olio, oggetto sconosciuto alle masse, e propri per questo messo al centro dell’attenzione, ricorrendo a diverse tonalità di colore che lo rendono ancora più evidente. La sensazione di stipore, come immaginavamo, è tale da far interrogare le persone che ignorano di cosa si tratti. In molti percepiscono che si tratti di un bicchiere, seppure dalla forma strana, di tulipano senza gambo. Da questo atteggiamento interrogativo e di curiosità, nasce poi un interesse a saperne di più, e così stiamo raccogliendo molti consensi, oltre quelli che coinvolgono il pubblico degli appasionati d’olio. Milano d’altra parte è una piazza importante in Italia, è il motore e il centro propulsore dell’economia e della cultura in Italia. Tutte le nuove tendenze passano da Milano, e l’appuntamento di gennaio, dal 21 al 23 gennaio 2016, sarà ricco di molte attese. Presto ci saranno alcune anticipazioni sul programma.

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